Carlo Peparello – Anima
Non ascoltare consigli con cieca fiducia che non vengano da te stesso. Forse non ti fidi di te, ma anche se sbagliati, saranno sempre consigli dati a fin di bene. Nessuno si vuole davvero male.
Non ascoltare consigli con cieca fiducia che non vengano da te stesso. Forse non ti fidi di te, ma anche se sbagliati, saranno sempre consigli dati a fin di bene. Nessuno si vuole davvero male.
Lo specchio è l’unico capace di confondere l’io con il tu.
Gli sguardi d’anima non fanno rumore, ma colpiscono nel profondo del nostro essere.
L’anima, se ne rimane ingessata come una pannocchia verde, per anni, tra strutture e sovrastrutture di false considerazioni e obbligo di buona creanza. Poi ami. E quel reticolato si disfa. Viene fuori l’essenza. Il prototipo dell’anima che avrai. Rinasce ancora una volta, candida come un giglio al suo sbocciare, cristallina come rugiada accomodata sull’erba. Nell’istante esatto in cui viene alla luce, accade un imprinting. L’essere che ha facilitato quel fiorire, diventa unico. Irripetibile. Mai più accadrà simile armonia.
La bellezza è un biglietto da visita che sbiadisce in fretta, a meno che venga impresso a fuoco coi caratteri del cuore.
Per aver cura degli altri bisogna prima aver cura di se stessi. Le persone che decidiamo di aver accanto ci devono completare, e mai annullare.
La parola è uno strumento di cui noi non riusciamo a disporre in maniera ottimale. Calibrarla è un processo fondamentale che spesso non si applica o per pigrizia o per noncuranza; è così che spesso l’accuratezza delle nostre parole viene a mancare.Ritrovare in sé la volontà di questa attenta analisi nella dialettica quotidiana è ineccepibilmente un segnale di rifondazione dell’animo.