Carlo Peparello – Arte
Ti auguro che nessuna regola inquini le tue aspirazioni e spero che le tue aspirazioni diventino le regole da seguire. Se in questo modo avrai rimpianti ti pagherò un whisky.
Ti auguro che nessuna regola inquini le tue aspirazioni e spero che le tue aspirazioni diventino le regole da seguire. Se in questo modo avrai rimpianti ti pagherò un whisky.
Ogni uomo racchiude in sé un territorio infinito fatto di cielo e di terra, di…
Nell’arte puoi incontrare l’altra parte di te che non conoscevi.
Spingersi nella totale anarchia della creatività è il modo migliore per combattere la frustrazione che genera il rispetto delle regole quotidiane.
Mi rifiuto di pensare che un dipinto, ad esempio, possa ridursi a essere solo il risultato di un freddo processo di comunicazione che procede da un particolare punto a un altro. L’arte è un’azione, una prassi, una militanza e un dialogo, soprattutto. L’artista, però, non parla personalmente con il suo pubblico, non fa l’entertainer; lui conversa con sé stesso, porta la conversazione tra i presenti e la dona a loro senza preoccuparsi di come il dono verrà accolto. Prendendo parte a una mostra con qualcosa di proprio, il pittore accende promesse di significato che altri dovranno decifrare, finendo poi col fare i bagagli e passare a formulare un nuovo dialogo interiore.
La libertà è un dono che ricevono tutti ma che scartano in pochi.
Sto lottando con un quadro cominciato alcuni giorni prima della mia ricaduta, un falciatore, lo studio è giallo, terribilmente impastato, ma lo spunto era bello e semplice. E allora ho visto in questo falciatore – vaga figura che lotta come un demonio sotto il sole per venire a capo del suo lavoro – ci ho visto l’immagine della morte, nel senso che l’umanità sarebbe il grano che si falcia. È quindi, volendo, l’antitesi di quel seminatore che avevo tracciato prima. Ma in questa morte nulla di triste, tutto succede in piena luce con un sole che inonda tutto di una luce d’oro fino.