Carlo Peparello – Comportamento
Non giudicherò mai nessuno come “strano”. Sarebbe come ammettere di rinunciare a capire chi non comprendo.
Non giudicherò mai nessuno come “strano”. Sarebbe come ammettere di rinunciare a capire chi non comprendo.
Oggi sono poche le cose che riesco a perdonare, poche quelle sulle quali riesco a passar sopra. Credo nell’amicizia molto più che nell’amore e credo che il tradimento di una persona che reputi amica sia ben peggiore. Un vero amico non tradisce… mai. E se lo fa non era un vero amico.
Un giorno ho deciso di farmi un regalo, ho iniziato a non considerare le persone inutili che mi facevano star male e da quel giorno ringrazio me stessa per aver avuto la forza di farmelo.
Mi hanno dato della persona poco seria, solo perché non riuscivo a stare seria di fronte alle “cazzate” che sparava certa gente! Mi hanno dato della merda, solo per sviare la gente dall’odore che emanavano loro stessi. Mi hanno dato della cattiva, solo perché a dire ciò che penso ci metto pochissimo e non mi risparmio mai. Del resto quando decido di parlare parlo una volta sola e quindi parlo chiaro! Mi hanno dato della maleducata solo perché il “vaffanculo” detto con il cuore a chi se lo merita non lo trattengo certo tra i denti! Beh… fierissima di essere classificata così! Perché quando questo giudizio arriva da chi mi suscita tali comportamenti non può che essere un gradito complimento!
La gentilezza d’animo non è una debolezza del cuore e nemmeno della mente, ma è…
Illuso, avevo bisogno di lei, la mia tenera pianista, ma decisi di fingere e lo feci per rabbia. Ho ceduto alla finzione. L’ho fatto più e più volte, lo faccio perché non sopporto la debolezza della rabbia e non riuscivo ad ammettere l’irrazionalità di quell’amore. Oh, le menzogne che ho raccontato a me stesso e ad altri. Lo sapevo eppure lo ignoravo.
Il bello dei castelli in aria è nella progettazione.