Carlos Ruiz Zafón – Libri
La perdita dell’esclusività non era facile da accettare.
La perdita dell’esclusività non era facile da accettare.
Camminavo nella sera piena di lillà con tutti i muscoli indolenziti in mezzo alle luci della 27ma strada nella Welton in mezzo al quartiere negro di Denver, desiderando di essere un negro, sentendo che quanto di meglio il mondo dei bianchi ci aveva offerto non conteneva abbastanza estasi per me, e neppure abbastanza vita, gioia, entusiasmo, oscurità, musica, né notte sufficiente. […] Desiderai di essere un messicano di Denver, o persino un povero giapponese stremato dal lavoro, tutto fuorché quel che tristemente ero, un “uomo bianco” disilluso.
I suoi modi erano quelli di chi domina il suo destino.
La mia corazza di ferro si è ammorbidita fino a diventare di panna nel giro di poche ore.
Fare libri è un lavoro da professionisti, come fare orologi.
Il diritto di scrivere male è il privilegio di cui abbiamo largamente approfittato.
Fino a tanto che avrete qualche cosa di vostro, e che il vostro livore contro il borghese non proverrà da altro che dal vostro rabbioso bisogno d’essere borghesi a vostra volta, non sarete degni mai della felicità.