Carlos Ruiz Zafón – Libri
Maturare non è altro che il processo attraverso il quale si scopre che tutto ciò in cui credevi da giovane è falso mentre tutto quello a cui ti rifiutavi di credere in gioventù risulta vero.
Maturare non è altro che il processo attraverso il quale si scopre che tutto ciò in cui credevi da giovane è falso mentre tutto quello a cui ti rifiutavi di credere in gioventù risulta vero.
Allora, il buon Medardo disse:- O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.
Non mi piace fare le prediche, ma un po’ più di persone dovrebbero iniziare a spendere tanto tempo in libreria quanto ne passano sui campi di basket.
E tutto il resto è rumore Bianco…. Luci lampeggianti intorno a quell’unico punto. La moto del suo amico. Divise odiate e macchine della polizia intorno a Pollo, steso lì per terra, senza più la forza di ridere, di scherzare, di prenderlo in giro, di dire cazzate. Qualcuno misura qualcosa tendendo un metro. Qualche altro ragazzo guarda. Ma nessuno può vedere o misurare tutto quello che se n’è andato. Step si piega su di lui in silenzio, accarezza il volto dell’amico. Quel gesto d’amore che non si sono mai fatti in anni d’amicizia, che non gli è stato mai permesso. Poi sussurra piangendo: “Mi mancherai”. E Dio solo sa com’è stato sincero…
Il vero scrittore, prescinde dai legami della struttura per creare un’opera che trascenderà i limiti del tempo.
Colui che saprà presagire al proprio destino dovrà sopravvivergli.
Si coprì gli occhi con le mani come per cancellare la visione e udì la propria voce gridare “No! No! Il fuoco! Non portatela là dentro”.”Taci! ” Ecuba le afferrò i polsi con tanta forza da farla torcere per il dolore. “Che cosa ti ha preso? Sei impazzita?””Non senti il tuono? “, mormorò Cassandra “No, no, c’è soltanto morte e sangue… il fuoco, la folgore, la distruzione…””Taci! ” ordinò Ecuba. “Che presagio per una sposa! Come osi fare una simile scena?””Ma non sentite, non vedete? “. Cassandra aveva la sensazione di essere pervasa dalla tenebra, non scorgeva altro che il buio screziato di fuoco. Si premette le mani sugli occhi per non vedere. Non erano altro che le torce fumanti, distorte dalla sua vista?