Carmine De Filippo – Stati d’Animo
Non pretendo di essere capito, ma compreso!
Non pretendo di essere capito, ma compreso!
Io lo so di essere stata forte quando invece avrei dovuto crollare. E magari ho pianto credendomi persa per delle sciocchezze che avrei dovuto, in base a ciò che avevo superato, superare alla grande. È proprio questo il bello delle persone come me, che tengono duro fino alla fine, e poi magari si sciolgono in lacrime dentro ad un abbraccio per quella fatidica “Goccia che fa traboccare il vaso”!
Il condizionale è il modo verbale dei sognatori, il congiuntivo dei nostalgici. Non lasciamoli morire annegati nell’imperfetto.
Se potessi considerarmi migliore, più potente di tutti gli esseri al mondo, sarei felice; se tutti mi amassero, io potrei trovare in me inesauribili fonti di amore. Il male genera il male; la prima sofferenza risveglia l’idea di quanto sia piacevole tormentare gli altri; l’idea del male non può penetrare nella mente dell’uomo senza che egli non senta il desiderio di applicarla alla realtà.
Troppo odio in questo mondo, troppa invidia vedo scorrere ogni giorno, egoismo, superficialità, la vita è così bella e non sappiamo quanto durerà, allora perché sprecarla con questi sentimenti negativi quando ne abbiamo di così belli a disposizione.
Cerco di colmare i solchi delle mie ferite poetando ciò che mi ha graffiato l’anima, pur sapendo che dovrò versare molte lacrime affinché da un arido solco nasca di me, un nuovo fiore.
Se penso all’infinito e lo paragono all’orizzonte penso: l’infinito non solo non lo puoi raggiungere, ma non lo puoi nemmeno vedere. L’orizzonte a confronto lo puoi vedere, ma non lo puoi raggiungere. Però se lo raggiungi è stupendo perché solo in quel caso puoi immaginare di vedere l’infinito, almeno dentro di te.