Cesare Frugoni – Medicina e salute
Se curare sempre non si può, consolare sempre si deve.
Se curare sempre non si può, consolare sempre si deve.
Senza amore, non si vive, senza dolore, non si ama.
Per la serie “criteri di valutazione”: «No, io e mio marito possiamo ancora abbracciarci, significa che siamo magri»!
Il corpo è come uno scrigno d’argento prezioso che nasconde gioielli cari, ma per non farlo ossidare, ogni tanto lo devi lucidare.
Ti svegli al mattino e guardi “fuori”. In questo mondo di merda ci sei anche tu. Con i polmoni invecchiati dallo smog e le improvvise “allergie” che ti regalano squame adatte a sopravvivere, con la consapevolezza della progressiva metamorfosi che incombe sul tutto. Ma è pur vero che, se esteriormente tutto si va modificando in una sorta di “adattamento vitale”, altre cose restano, per nostra fortuna, inalterate: l’attaccamento alla vita, la ricerca dei valori(ne perdiamo in continuazione), il cuore.
Il torrente scorre da monte a mare, chi volesse fargli fare il percorso inverso necessiterebbe d’assistenza medica.
La medicina fa ogni giorno passi da gigante. Eppure, contro la povertà d’animo, non riuscirà mai a trovare alcuna cura.