Cesare Pavese – Comportamento
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Prometti a te stessa di dedicare così tanto tempo al tuo carattere da non aver tempo di criticare gli altri. Prometti a te stessa di essere troppo nobile per l’ira, troppo forte per la paura, troppo felice per lasciarti vincere dal dolore.
Chi viaggia troppo nei meandri del proprio essere rischia di perdersi.
È meglio sognare un lavoro che da la possibilità di grattarsi tutto il giorno, che inseguire l’illusione del gratta e vinci almeno le tasche non si svuotano! I sogni e le illusioni non costano niente.
Fare il bene senza condizioni è la vera condizione. E alla fine c’accorgeremo d’aver ricevuto la massima ricompensa: la stima di noi stessi.
Discuto solo con chi merita la mia voce. Vicino a me ci sta solo chi sa trasmettermi qualcosa. Non sopporto le amicizie da mostra. Di prediche inutili non ne subisco, nessuno è talmente elevato da possedere il potere di farlo. Non devo dimostrare niente a nessuno, l’unica a cui devo dimostrare è a me stessa.
Per avere l’attenzione di qualcuno è necessario saper tenere alto il livello di argomentazione e maturità nel confronto. Le provocazioni non meritano attenzioni e sono il modo di attirare l’attenzione dei falliti. Le persone intelligenti non le accolgono, ma lasciano cadere il silenzio di fronte ad esse e con un leggero sorriso se ne vanno con l’assoluta convinzione che non avrebbero potuto fare scelta più giusta.