Cesare Pavese – Comportamento
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Perché, quando si è sbagliato, si dice “un’altra volta saprò come fare”, quando si dovrebbe dire: “un’altra volta so già come farò”?
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
Se ci pensate bene, l’uomo ha più paura delle cose che sà che gli accadranno, piuttosto che delle cose che gli stanno accadendo.
Ci sono vizi che si radicano in noi solo appoggiandosi ad altri e che, se si taglia il tronco, se ne vengono come dei rami.
È impossibile sconfiggere un ignorante durante un litigio.
Se scoprono che sei onesto, sei fottuto!
Siamo nell’era della comunicazione e, tra frasi fatte, registrazioni, clicca numeri a seconda della necessità, non comunichi con con nessuno.