Cesare Pavese – Filosofia
Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.
Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.
La percezione del trascorrere del tempo dipende dal nostro stato mentale e dall’umore.
Chi è umile, conosce i suoi limiti e non li oltrepassa…
Dio è la nostra non conoscenza. Tutte le religioni hanno approfittato di lui per dare ad ogni rispettiva comunità un’educazione e delle regole condivise per paura del giudizio di Dio e della propria comunità.Hanno avuto perciò, nei paesi oggi più evoluti, la loro utilità storica che ancora può esistere visti disgregazioni, conflitti interni, egoistici usi di certi stati evolutivi, incultura e diversità culturali site in detti paesi.Ritornando alle ancestrali utilità delle religioni queste furono create e usate per dare ad ogni collettività propria aggregazione ed appartenenza basate su concetti astratti e costrittivi. Da li falsità, trasgressione, scoperte, scienza, pensiero filosofico politeista, monoteista e laico che, quest’ultimo, se legato al divenire del presente ha creato evoluzione culturale capita dalle intelligenze ed usata senza rispetto dalla massa.La filosofia, quando non dice verità soggettive, è quella assenza/presenza di volontà intellettuali legate a doppio filo con le reali necessità di benessere ed di evoluzione socioculturale che alla fine tutti usano. Questo è avvenuto ed avverrà la dove pochi ricorderanno i vari passaggi evolutivi.
A volte il cuore può essere così forte da far perdere il senno.
Se trovi una persona Speciale, abbine Cura e falla sentire Importante, ponila davanti al tutto e non lasciarla andare via, son poche, preziose perle e uniche gemme, che credono ancora nell’amore vero e, per loro un piccolo gesto basta a colmare d’immensa gioia l’animo. Non fidarti mai di chi a parole cerca di entrare nel tuo cuore, sono i fatti e il rispetto che fa la sola differenza! Chi non ti rispetta non può mai Amarti!
Ora che ho visto cos’è la guerra, so che tutti se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti? “Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.