Cesare Pavese – Vita
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
La vita è un fuoco di paglia. Come, forse, la morte.
Più di una volta io sono stato ebbro, le mie passioni non sono lontane dal delirio, e di queste due cose io non mi pento perché ho imparato a capire che tutti gli uomini straordinari che hanno compiuto qualcosa di grande, e che pareva impossibile, sono stati in ogni tempo ritenuti ebbri o pazzi. Ma, anche nella vita comune è insopportabile sentir dire, ogni volta che qualcuno sta per compiere un’azione libera, nobile, inattesa: “Quell’uomo è ubriaco, è pazzo!”.Vergognatevi, uomini sobri e savi!
Guardointorno,guardole dita,ma il vuotoormai riempiela mia vita.
Quando sei piccolo coltivi il sogno di diventare grande e aspetti desideroso il giorno in cui ci riuscirai. Quando diventi grande sei consapevole che da quel momento non potrai tornare più indietro. Sarà allora che capirai che essere grande non sarà il tuo punto di arrivo, ma l’inizio del tuo sogno.
La vita è un puzzle e disegno mai non c’è, te la danno fra le mani con la scritta fai da te.
Non amo gli ambiziosi, quelli che mai lascerebbero il centro della strada, quelli che declamano la luce a voce alta. Amo chi sa dimettersi, chi sa sostare nell’ombra e sfiora i muri con i gomiti, chi tace di quei graffi e li porta dentro di sé, chi non rinfaccia mai lo spazio che ha ceduto.