Charles Bukowski – Stati d’Animo
Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme.
Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme.
Puoi credere di volare, se le tue mani disegnano nel cielo.Puoi credere di esistere, se i tuoi sensi sono allineati con l’orizzonte.Puoi credere di sognare, se la tua mente disegna colori.Puoi credere tutto questo, se per un attimo ascolti il silenzio.
Non amo la “bella vita”, ma la vita. Quella che ti piega, quella che ti spezza, quella che ti sorride, quella che ti sveglia la mattina e ti ricorda che devi lottare. Non scelgo le situazioni di comodo, ho rispetto per me stessa.
Non mi volto più a guardare dietro. Non sono più intenzionata a dar peso a chi della sua vita fa un “Teatrino” da Circo. Io ho capito che vivere è ben altro. La vita non ti aspetta e non ti grazia quando il tempo passa. La vita ci circonda di occasioni che non vedi e non saprai cogliere se i tuoi occhi saranno puntati perennemente su qualcuno o su qualcosa. I miei hanno puntato dietro se anche troppo tempo adesso puntano solo avanti! Perché ciò che sta dietro non mi interessa più!
Notte fonda, luci spente, io e me stessa, non dormo, vorrei, insonnia? Certo, o forse no!? Mi perdo in me stessa, chiudo gli occhi, immagini. Quasi prendono forma, immagini felici, forse mi addormenterò, penso! Lo vorrei, immagini passate, avvolgono anche il respiro. Notte! Non passi, vorrei, ma, troppe immagini belle! Poi, incubi, Paure, forse, o forse è solo un altra notte, una maledetta insonne notte!
Incantata, ammirata, estasiata, imbambolata, rapita, affascinata, abbagliata, stupita, trasognata, compiaciuta, esaltata, impensierita, impaurita: innamorata!
Amo il mio equilibrio instabile, tra saggezza e follia, serenità e rabbia, perché mi rende maledettamente vero.