Charles Bukowski – Verità e Menzogna
Lui è fottuto, pensò Harry, e io sono fottuto. Siamo tutti fottuti, solo in modi diversi. Non c’è nessuna verità, non c’è nulla di reale, non c’è nulla.
Lui è fottuto, pensò Harry, e io sono fottuto. Siamo tutti fottuti, solo in modi diversi. Non c’è nessuna verità, non c’è nulla di reale, non c’è nulla.
Il mio cuore di cazzate ne ha bevute abbastanza, stop. Ora datemi un bicchiere di sincerità.
Dietro quel seno, quelle labbra da baciare al sapore di pesca, si chiudeva a chiave e si portava dentro una piccola dispettosa bambina di cinque anni, lei che non voleva crescere, che non aspettava altro che le rimboccassero le coperte calde. Lei era magia incompresa, ma io l’avevo capita.
Solo un grande artista vive per la nuova generazione, il resto della gente vive con “il commune cibo con le pecore”… Dante.
Ogni verità che sostituisce una menzogna è come un faro che illumina una lunghissima e buia notte invernale.
A volte mi sento come fossimo tutti prigionieri di un film. Sappiamo le battute, sappiamo dove metterci, come recitare, manca solo la macchina da presa. Però non possiamo uscire dal film. Ed è un brutto film.
Si può nascondere la verità alle orecchie di chi ascolta, ma non agli occhi di chi guarda.