Cirillo Vescera – Verità e Menzogna
Poche vere bugie e troppe false verità.
Poche vere bugie e troppe false verità.
Nella vita, ha rilevanza l’umiltà. Senza di essa, non potrai dire di aver vissuto.
Amo gli animali ed essere favorevole alla ricerca scientifica con l’uso sperimentale su cavie non può essere considerato contraddittorio. È da considerarsi contraddittorio l’uso dei farmaci che fanno gli animalisti per loro propio vantaggio e poi scagliarsi contro le sperimentazioni. Voglio ricordare a tutti i nazianimalisti che tutte le procedure su innovazioni farmacologiche sono fatte grazie a ricercatori che si adoperano alla ricerca per mezzo di cavie. Inoltre forse non sanno che alcuni farmaci sono addirittura sperimentati su persone. Come considerare superiore la vita di una cavia a quella di un bambino ammalato? E chiedo loro, come mai non si ribellano all’uso di milioni di soldati che per la patria sono disposti a sacrificare la propria vita e poi dovremmo meravigliarci del sacrificio di piccole cavie?
Con il tempo capisci chi è stato sincero e chi no, chi ti ha voluto bene e chi ha recitato solo una parte.
La sincerità non “veste” coraggio ma spontaneità. A me ad esempio non fa paura mostrarmi come sono, anche perché non mi vergognerò mai di essere sincera e me ne infischio se passo per quella scontrosa, per quella che ha troppo carattere oppure per quella “stupida” solo perché sono sincera. Io indosso le mie qualità, lascio agli altri la facoltà di apprezzarle o proseguire per la loro strada.
La cosa più difficile non è dire sempre la verità. È farsi credere.
Tutte quelle persone. Cosa fanno? Cosa pensano?Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse altro che per questo, dovremmo amarci tutti quanti, e invece no. Siamo terrorizzati e schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.Per imparare non c’è niente di meglio, dopo uno sbaglio, che raccogliere le idee e andare avanti. E invece quasi tutti si fanno prendere dalla paura. Hanno così paura di sbagliare che sbagliano. Sono troppo condizionati, troppo abituati a sentirsi dire quello che devono fare. Prima in famiglia, poi a scuola e per finire nel mondo del lavoro.A volte non hai il tempo di accorgertene. Le cose capitano in pochi secondi. Tutto cambia. Sei vivo. Sei morto. E il mondo va avanti.Siamo sottili come carta. Viviamo sul filo delle percentuali, temporaneamente. E questo è il bello e il brutto, il fattore tempo. E non ci si può fare niente. Puoi startene in cima a una montagna a meditare per decenni e non cambierà una virgola. Puoi cambiare te stesso e fartene una ragione, ma forse anche questo è sbagliato. Magari pensiamo troppo. Sentire di più, pensare di meno.