Claudia Marangoni – Sogno
Ero solo una ragazzina, ma sognavo il mondo.
Ero solo una ragazzina, ma sognavo il mondo.
Ho paura di perderti. E per questo mi farò piccola piccola, quanto basta per entrare nelle tue tasche, per occupare il posto delle tue sigarette.
Tu eri rapido, Morar, come un capriolo sulla roccia, terribile come una fiamma notturna nel cielo. La tua collera era una tempesta, la tua spada nella battaglia, un lampo sulla landa. La tua voce sembrava il torrente dopo la pioggia, il tuono grondante tra le montagne. Molti caddero sotto il tuo braccio; la fiamma della sua ira li consumò. Ma quando tu ritornavi dal combattimento, com’era calma la tua fronte! Il tuo viso era come il sole dopo la tempesta, come la luna nella notte silenziosa; il tuo seno era tranquillo come il lago quando è cessato il rumore del vento.
Questo benedetto sogno, l’America, è l’unico paese del mondo ad averlo fra le istituzioni.
Credeva avessi bisogno di una sua foto per addormentarmi pensando a lui. Non sapeva che era proprio la notte, quando spegnevo ogni altro pensiero, che la sua immagine restava accesa nella mia testa, pronta ad abitare i miei sogni.
Non lascio i sogni nel cassetto. Li lascio liberi di vivere con me.
Persino un realista, quando dorme, può sognare.