Claudio Visconti De Padua – Ateismo
Per ben lunghi 27 anni l’essere un fervente credente ha prodotto in me un radicale ateismo.
Per ben lunghi 27 anni l’essere un fervente credente ha prodotto in me un radicale ateismo.
La natura, voi dite, è del tutto inesplicabile senza un Dio. In altri termini, per spiegare ciò che capite ben poco, avete bisogno di una causa che non capite affatto.
La libertà di sognare ci è concessa a parziale consolazione del peccato originale di chi ci impone di venire al mondo negandoci la scelta di non dover esistere.
L’ateismo non è il contrario della religione, è solo un passo verso la libertà di pensiero.
Preferisco credere in qualcosa che esista, che in qualcosa che fingono di far credere che esista.
Non mi sento di qualificarmi ateo per non sentirmi limitato; non mi sento di qualificarmi un credente di quel Dio comunemente prospettato, per non sentirmi ancor più limitato; sento di avere dei limiti anche se di essi me ne resta poco chiara l’ampiezza; sento che al di là dei miei limiti c’è una infinità di cose che non mi è dato al momento di capire ma, applicandomi, potrò in parte capire, ampliando conseguentemente i miei limiti; al di là di quest’ultimi, quello che c’è, solo Dio lo sa!
La religione è inginocchiarsi tutta la vita a testa bassa innanzi a un statua fredda. La fede invece è volersi bene.