Claudio Visconti De Padua – Bacio
Non vergognatevi di usare le labbra per baciare in pubblico, c’è da vergognarsi a usare la bocca per pettegolare in privato.
Non vergognatevi di usare le labbra per baciare in pubblico, c’è da vergognarsi a usare la bocca per pettegolare in privato.
La faceva suonare dieci, venti volte di seguito a Odette esigendo che intanto non smettesse di baciarlo. Ogni bacio chiama un altro bacio. Ah! nei primi tempi di un amore, i baci nascono con tanta naturalezza! Spuntano cosi vicini gli uni agli altri; e a contare i baci che ci si è dati in un’ora si faticherebbe come a contare i fiori di un campo nel mese di maggio. Odette, allora, fingeva di fermarsi, dicendo: “Come faccio a suonare se mi tieni cosi? non posso fare tutto in una volta, decidi quel che vuoi, ameno: devo suonare la frase o farti le coccole?” Swann si arrabbiava e lei scoppiava in una risata che ricadeva su di lui mutandosi in una pioggia di baci.
Il bacio… sinfonia della nostra vita.
Un incantesimo che dura un attimo, ma rimane tutta la vita.
Si dischiudono in un bacio le delizie dell’amore.
Il bacio è uno scambio di microbi che provoca una malattia dalla quale non si può guarire: l’amore.
Età fiorita e folgorante dai bei fior degli angeli aulenti del cuor profondo tragge bramosamente. Alle mie luci luccicanti precede un bacio che mi rende felicemente.