Claudio Visconti De Padua – Bacio
Volevo dirle le parole d’amore più belle, ma indugiai baciandola semplicemente.
Volevo dirle le parole d’amore più belle, ma indugiai baciandola semplicemente.
Non fate dell’ingordigia una sorta di narcotico dove atrofizzare le ansie, ottundendo la realtà.
La vita è come un immenso terreno coltivato, dove le erbacce della tristezza resistono bene alle intemperie, e i fiori della gioia non durano che poche settimane.
Vi auguro di essere nomadi, nei sogni intendo!
Ci sono angeli che non possono volare, che ogni giorno muoiono e poi rinascono per ricomporre il cuore in frantumi e posarlo su mani indegne, affinché venga di nuovo spezzato; noi li definiamo: “sensibili”, ma il mondo non è degno di loro, perché non sono di questo mondo!
Non potete immaginare quale potere si cela in uno sguardo. Specchio nei suoi occhi, c’è…
Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o semplicemente stesse lì, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail. La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente. Ti impiastricciava i pensieri. “Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. È lì che gli venne quell’idea stramba del peccato”.