Claudio Visconti De Padua – Tristezza
Quanti ottimi avvistatori dei tuoi errori, ma quanti ciechi al tuo dolore!
Quanti ottimi avvistatori dei tuoi errori, ma quanti ciechi al tuo dolore!
Se hai labbra disimpegnate adagiale per baciare, se non dai un senso alle tue mani,…
Ho paura che questo amore che ho per te finisca perché appunto a te non importa che possa finire.
Implosione. Apparentemente intatti fuori, realmente lacerati dentro.
Sublimo il dolore di queste lacrime che fluttuano leggere seppur pesano all’anima mia, sublimo quel dolore stringendo i pugni, quasi a voler stringere via quel malessere che non mi lascia respiro, lacrime amare, quasi d’addio a quell’ombra di un passato che mai tornerà se non vestito di ricordi, Dio mio! Fà male, non passa mi dico, non passerà mai, intanto passa il tempo, ed io resto inerme in silenzio mentre aspetto, aspetto che passi, passi il dolore di lacrime che seppur fluttuano leggere, pesano all’anima mia!
Ci si sente un po’ stupidi a essere tristi durante una giornata di sole.
La solitudine sta diventando una gabbia. Qualcuno troverà la chiave per farmi uscire?