Cleonice Parisi – Arte
L’Uomo delle Catene, era un uomo evoluto, e sulla terra era venuto per dare all’uomo antico il suo aiuto, ma oggi ahimè abbiamo il suo ricordo perduto.
L’Uomo delle Catene, era un uomo evoluto, e sulla terra era venuto per dare all’uomo antico il suo aiuto, ma oggi ahimè abbiamo il suo ricordo perduto.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
Il disorientamento è un ventoche porta sconvolgimento,costringerà la tua barchettaa cambiar rotta di volta in…
Il vigliacco è chi prepara l’attacco e poi fugge di tacco, lasciando agli altri lo smacco.
I muri dei palcoscenici trasudano rancore.
Questa tragedia grandiosa che chiamiamo arte moderna.
Di Cézanne c’è n’è uno ogni due secoli!