Cleonice Parisi – Comportamento
Complice della mano che ferisce, ed esso stesso martire di quel colpo inferto. Questo è l’uomo che non concepisce i propri errori.
Complice della mano che ferisce, ed esso stesso martire di quel colpo inferto. Questo è l’uomo che non concepisce i propri errori.
Occhi, sorrisi e facce strane. Gomiti sul tavolo e testa tra le mani per non far vedere quel che pensi, non male come giustificazione. Penso che più della mente, più del corpo, più degli stati d’animo più o meno manifestati, contino le sensazioni. Le sensazioni vere, forti, quelle spontanee ed avvolgenti, quelle che nascono solo da certi occhi, da certi sorrisi, da certe facce strane.
Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.
L’avaro a furia di privazioni si ammala e perde averi e salute.
Se il mondo fosse cieco ascolterebbe musica due volte tanto, non avresti pregiudizi verso qualcun altro. Tutti sederebbero allo stesso tavolo, tutti sarebbero se stessi e non quelli che appaiono.
Cadrò e mi rialzerò ricadrò e mi rialzerò e cosi per sempre, perché una bambina non smette di giocare solo perché si è sbucciata le ginocchia.
Se una strada è sbagliata è più sciocco continuare o più saggio cercare se esistano alternative?È retorica? Certo ma molto meno del cordoglio prestampato con cui celebriamo i morti nella guerra di pace.