Cleonice Parisi – Comportamento
Le lacrime che in terra pozza fanno, non usarle mai per specchiar il tuo affanno. Il compiangersi in ogni cosa, non ti aiuterà nella ripresa. La Vita è una scala tesa, non mollar mai la presa.
Le lacrime che in terra pozza fanno, non usarle mai per specchiar il tuo affanno. Il compiangersi in ogni cosa, non ti aiuterà nella ripresa. La Vita è una scala tesa, non mollar mai la presa.
Da alcuni comportamenti sto imparando molto e questo è un bene, perché almeno so a chi devo dare il mio cuore e chi devo la mia indifferenza, grazie a chi mi ferisce, queste persone non immaginano che mi fanno un grande favore.
C’è chi dice che chi mantiene un dialogo con le piante e gli animali sia pazzo. Io dico che chi non lo fa è da manicomio.
Credo di essere una delle persone più gelose del mondo. La mia mano destra è gelosa se la sinistra dipinge un bel quadro.
Il mondo: una palla contorta, ambigua e discriminante. Io? Il golfista.
L’amore, in tal senso, è una malattia, null’altro, raggiungendo, talvolta, interessanti punti di demenza.
Scrivere significa esprimere ciò che, timidamente, non riesci a pronunciare, racchiudere in dolci parole tutto il tuo amore, esprimere sentimenti repressi da tempo e dichiararsi con la persona amata. Significa essere quello che, nella realtà, non riesci ad essere… un po’ per timidezza, un po’ per pigrizia. Scrivere significa raccontare storie rinchiuse nell’anima e riuscire a trovare le parole giuste quando tutto sembrava perso. Significa dedicare poesie, scusarsi con parole meravigliose, pentirsi per gli errori commessi, raccontare la propria vita su un foglio bianco. Scrivere vuol dire macchiare quel foglio di sentimenti rinati, cuori risorti, anime innamorate, rabbie, pianti, sorrisi, legami persi, amicizie ritrovate, ogni frammento di emozione. Scrivere significa emozionarsi, mentre la tua anima scorre su questo foglio macchiato di inchiostro colorato e mentre rileggi la tua vita, candida, bellissima vita. Scrivere è ridere, ridere quando tutto sembrava abbandonato e quando ogni cosa si anneriva per le più futili sottigliezze. Perché scrivere è anche un po’ questo: ritrovare, nel grigio più assoluto, una fetta di arcobaleno. E perché scrivere vuol dire, nella sua più semplice banalità, ritrovare se stessi. Perché, seppur dentro mi senta morire, scrivere significare ricominciare a vivere… vivere per me stessa, vivere per gli altri!