Cleonice Parisi – Guerra & Pace
Scudi alti laddove spada è sguainata, non si immola chi la tattica del nemico ha già inquadrata.
Scudi alti laddove spada è sguainata, non si immola chi la tattica del nemico ha già inquadrata.
Tutto il baccano di una guerra non potrà mai competere con il silenzio di un abbraccio.
La Guerra è una vittoria personale, la Pace è una vittoria comune.
Io non ho mai veduto città che non desideri la rovina della città vicina: niuna famiglia che non voglia sterminare qualche altra famiglia. Per tutto i deboli hanno in esecrazione i potenti, innanzi ai quali s’avviliscono, e i potenti trattano quelli come le pecore, di cui si vende la lana e la carne. Un milione d’assassini arruolati, corre da una parte all’altra dell’Europa, esercitando l’omicidio e la ruberia con disciplina, per guadagnare il pane, perché non hanno più onesto mestiere; e nelle città che sembrano goder la pace, e dove fioriscono l’arti, gli uomini son divorati da più gare, più pensieri, e più inquietudini, che una città assediata non prova fiamme; le tristezze secrete sono ancor più crudeli che le miserie pubbliche.
Il fine politico in quanto motivo determinante della guerra, sarà la misura, tanto per la meta da raggiungere mediante l’attività bellica, quanto per gli sforzi necessari.
Si dice sempre Pace, ma poi alla fine continuamo combattere una guerra dopo l’altra.
Non possiamo avere la presunzione di tracciare il sentiero per la pace, ma possiamo smettere di costruire armi e di costituire eserciti.