Cleonice Parisi – Guerra & Pace
Scudi alti laddove spada è sguainata, non si immola chi la tattica del nemico ha già inquadrata.
Scudi alti laddove spada è sguainata, non si immola chi la tattica del nemico ha già inquadrata.
Gioca e rigioca alla lotteria della vita, i numeri che attendi attendono a loro volta d’esser pescati da una mano che crede in loro. La fortuna è la figlia più caparbia della vita, sceglie quali suoi depositari solo uomini che le abbiano dimostrata fiducia.
Un bacio rubato al fuoco, avrà sempre il sapore del poco.
Uno contro tutti? Vince tutti.
Le critiche sono l’acqua della pianta che vuole elevarsi.
Ovunque vedi altari conosci eroi, martiri e martirio nel dolore dei superstiti. Tante lacrime diventano lago… un lago di solitudine per chi resta e quando guardi la luna lassù, niente si specchia dentro il lago immenso delle lacrime versate.
Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un’idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Quella guerra la vincemmo con un cavallo di legno, immane, riempito di soldati. La vincemmo con l’inganno, non con la lotta a viso aperto, leale, cavalleresca. E questo a loro, ai giovani, non piacque mai. Ma io ero vecchio. Ulisse era vecchio. Noi sapevamo che vecchia era la lunga guerra che stavamo combattendo, e che un giorno l’avrebbe vinta chi sarebbe stato capace di combatterla in un modo nuovo.