Danut Gradinaru – Comportamento
Le regole sono fondamentale; come principio di base nel rispetto di noi stessi.
Le regole sono fondamentale; come principio di base nel rispetto di noi stessi.
Sotto ogni ciabatta l’aria cammina sulle tracce pressata dal proprio peso.
Quando si risveglierà il tuo silenzio, chiudi tutte le finestre; sarà tanto rumore!
L’uomo teme ciò che non sa spiegare.
Io sono quello sono, ma posso essere quello che tu vuoi che io sia, se io lo voglio.
Vivo nell’insicurezza del domani. Qualsiasi cosa faccia non è mai abbastanza. Scrivo parole inutili che non so se qualcuno leggerà ma restano indelebili nella mia memoria.
Un’avventura non ti da niente, non ti toglie niente, non ti senti vuota, non ti senti niente. Solo lo squallore viscido da pulire e il senso di qualcosa che non è successo.
Non dobbiamo rimpiangere il passato perché potremo in futuro rimpiangere questo presente che abbiamo trascorso rimpiangendo il passato.
Se non ci fosse regolamentazione nella convivenza umana, ci faremmo guerra continua perché la nostra natura è contaminata dall’egoismo che ci spinge a soddisfare tutte le voglie senza considerare i danni che si possono fare agli altri. Ecco perché esistono le odiose leggi. Sono un pessimo rimedio ma servono per evitare un male maggiore.
Abbiamo tutti i nostri difetti.Sfaccettature che ci rendono unici e a volte così antipatici.Ma passato il tempo; dopo che l’ego ha finito di dettare regole, fa ridere il rendersi conto che sono solo maschere quelle che indossiamo.Spesso per piacere o per fare “bella figura”.Basta ricordare che abbiamo tutti un volto sotto l’apparenza e il dispiacere, l’invidia, perfino l’odio, si possono tramutare in un bene fraterno.
“Cos’è il peggio per voi?””Per me è quando manca ogni speranza: sentire che si è caduti in una trappola”.”Vi ricordo che nessuna trappola è efficace senza la complicità inconsapevole della vittima. Nessuno obbliga il topo a cercare il formaggio nella trappola”.
C’è un qualcosa d triste nel fotografare un monumento: si ha la costante sensazione che lui vivrà ancora per altri mille anni, quando tu potresti arrivare ad un massimo di cento.E se pensi che poi li si può sempre restaurare, qualcosa dentro di te si smuove, e capisci: l’immortalità è opera umana.
C’è un comportamento comune ad ogni essere umano: li vedi ed è come se si vergognassero di mostrare che sentono l’aspro della vita.
Tanti fenomeni relazionali possono trovare spiegazione superando la tradizionale visione individualista che valuta un soggetto come malato o sano, colpevole o innocente, giusto o peccatore, ma riconoscendo quelli trans-personali: tensioni represse o rimosse possono essere trasmesse ad un altro componente e gestite per interposta persona che funga da canale di scarico di dette tensioni.
Sembra che ciò che vale in natura non valga in cultura, anzi può accadere l’opposto: mentre in natura il seme suole utilizzare il terreno per sviluppare le sue potenzialità, sviluppando una pianta corrispondente alle informazioni genetiche contenute nel seme, in cultura, un messaggio (per es. Quello evangelico) può venire trasformato dal terreno. Basti pensare a ciò che avviene per il Natale e per la Pasqua.
Non sempre i nostri rapporti hanno a che fare soltanto con livelli razionali e con persone reali. Anzi, capita spesso che il nostro interlocutore, che sia un figlio, un partner, un amico, un collega di lavoro o un capo, rappresenti simbolicamente un altro soggetto, generalmente della nostra infanzia e con il quale avremmo dei “conti da regolare”. Tenderemo a risparmiare la figura originaria e a riversare i risentimenti su un bersaglio sostitutivo, ossia contro una delle su accennate figure.
L’accumulo di tensioni neuropsichiche, più o meno presenti “e in agguato” in ciascuno di noi, può raggiungere livelli tali da dare quadri di ingolfamento dell’attività comportamentale, di ogni iniziativa, nonché dell’espressività creativa, affettiva e relazionale clinicamente inquadrabili come forme depressive. Lo sblocco “selvaggio” può esitare nel suicidio, nell’omicidio, in esplosioni comportamentali (outburst) pantoclastiche.