Gaia Ghidelli – Comportamento
Chi mi ha conosciuto non mi dimenticherà mai, chi mi ha dimenticato non mi ha mai conosciuto.
Chi mi ha conosciuto non mi dimenticherà mai, chi mi ha dimenticato non mi ha mai conosciuto.
C’è gente che non sa cosa fare se non dire agli altri cosa devono fare.
Sei così abituato ad indossare una maschera che le rare volte che la togli non ti riconosci!
Non dare mai niente per scontato: persino la merce in saldo, spesso, non lo è, figuriamoci le persone.
Ci vuole coraggio a restare e il coraggio è fatto di volti, di occhi pronti a carpire, a implorare, a rubare, di labbra pronte a imprecare, a parlare, a tacere. La vigliaccheria, no. Non ha volto, non ha sguardo né parola, non ha rughe né espressione: è un limbo appoggiato sulle spalle di chi va via.
La gente è il riparo di chi non prende posizione. Le persone no. Le persone mostrano con coraggio le proprie idee, si inerpicano su terreni impraticabili, calpestati da pochi, lasciando alle spalle una folla, accomodata su un monotono pensiero comune.
A volte sarebbe meglio contare fino a mille prima di parlare, a volte, ma la matematica mi ha sempre fatto schifo.
Non puoi dire a un pazzo di non fare una cosa, perché nel momento in cui glielo dirai, lui l’avrà già fatta.
Non sono io a cercare le tentazioni, sono loro che non avendo di meglio vengono a cercare me perché sono una preda facile.
Accetto di truffarmi, mentire a me stesso, pur di soffrire meno, almeno per un po’.
Non è il colore della pelle che contraddistingue l’uomo, ma la sua condotta.
Il letto, per chi è solo, non è soltanto un posto per dormire. Ogni volta che ci alziamo la mattina, lasciamo nel letto qualcosa di noi con cui la sera, quando andiamo a dormire, ci ricongiungiamo. Come se per tutto il giorno fosse rimasto qualcuno sotto le coperte ad aspettarci, magari solo il pensiero assillante o il sogno della sera prima. Nel mio letto non mi sento mai solo.
La classe ti rende femmina, il carattere donna, l’anima speciale.
I sogni e le speranze esistono per accogliere le emozioni una dopo l’altra.
Per pretendere il rispetto altrui bisogna che si mostri, per primo, il proprio.
Fai del silenzio la tua parola migliore.
Un rimprovero costante che subisco giustamente: “vedi solo il buono delle persone e poi ne paghi le conseguenze”. Niente di più vero! Sogno sempre che la gente possa cambiare.