Fanny Pala – Comportamento
Preferisco essere scoperta che scoprirmi.
Preferisco essere scoperta che scoprirmi.
La sete di giustizia attanaglia chi del suo fare quoditiano pone i valori sani del vivere con la massima trasparenza e onestà, prima per se stesso e poi per il prossimo, mentre chi arrabatta giorno per giorno la fredda e pacata indifferenza, è solo un accattone.
Le persone oneste sono coloro che accettano i loro limiti. Che non calpestano il prossimo e gli altri. Le persone oneste non parlano a caso ma sanno sempre cosa dicono. Le persone oneste non osservano per poi ferire, non dilagano per distruggere. Le persone oneste sono molto lontane da chi si “crede” onesto. L’onestà non è una parola che si pronuncia ma un modo di comportarsi, un modo di porsi e di vivere che molti nemmeno hanno mai sfiorato.
Vorrei per una volta dimenticarmi le regole del giusto vivere. Dimenticarmi l’educazione, i sani principi e i valori. Vorrei per una volta mettere tutto in un angolo, alzarmi in piedi e avere anche solo un’ ora per fare ciò che voglio senza pensare. Beh se tutto questo fosse possibile saprei già dove andare, da chi andare e cosa fare.
La gente ignorante urla invece di parlare non comprende che chi hanno davanti non è sordo ma attento a ciò che dicono.
Chi sceglie di farti un regalo, lo fa con il cuore, e non si domanda mai se lo apprezzerai o no perché non gli interessa.
C’è chi apre le braccia al mondo e c’è chi invece le gambe.
L’incoerenza è veramente una brutta bestia.
Il perché alcune persone si fingono amiche quando nel loro cuore non lo sono affatto non lo capirò mai!
Il Dio denaro, trova fedeli negli stolti.
La vanità di una donna è come l’apparire in pubblico di un attore al teatro, se c’è gusto nel vederlo tutti applaudono, se invece c’è cattivo gusto tutti fischiano. Grave per una donna è il non avere un palco nel teatro della vita e recita la sua parte, pur sapendo che non ci sono spettatori.
L’insulto dell’invidioso non è altro che un’ammirazione andata a male.
Noi dobbiamo essere i figli ubbidienti alla madre cultura che ci ha allevato! La paura è la levatrice e la balia della nostra evoluzione, la severa custode che, potenziata dalla sempre più ricca ed estesa memoria umana, impedisce comportamenti da cui altri non ci assolvono. Essa agisce ancora dentro di noi, determina le nostre azioni, che ne siamo coscienti o no, e comunque si mascheri o si manifesti.
Osa chiedere.
Se me ne sto calmo, non significa che non ho nulla da dire, significa che non penso che tu sia pronto a sentire i miei pensieri.
Chi non si schiera né dall’una né dall’altra parte, ammazza la democrazia; chi invece lo fa inopportunamente uccide la crescita della civiltà; chi invece tace e rimane indifferente, accetta e condivide che tutto ciò avvenga; chi non esercita il diritto di dire la sua è solo un pover’uomo.
Se il caffè non mi piace non lo bevo. Se una persona non mi piace non la vedo.