Teresa D’Auria – Comportamento
Donare la propria attenzione agli altri è il regalo più bello che si possa fare perché arricchisce se stessi e gli altri.
Donare la propria attenzione agli altri è il regalo più bello che si possa fare perché arricchisce se stessi e gli altri.
Nemmeno io so dove i miei passi e il mio cammino mi porteranno! Non so cosa incontrerò e cosa sceglierò di lasciarmi dietro. Ho solo una certezza: “Non voglio perdermi mai più”! Me stessa/o è la cosa che adesso ha la priorità! Io, adesso vengo prima di ogni altra cosa. Se per chi mi guarda in apparenza figuro stronza ed egoista come persona non conta, non importa! Io non mi faccio più problemi per nessuno! Io adesso so per certo che chi sa guardare oltre sarà capace di vedere anche il resto. Chi non sa guardare “Oltre”, ho capito da un pezzo, che non può far parte della mia vita, non può essere amico mio ed è una tipologia di persona che non voglio tra le palle!
Parlare a volte è diventato inutile. Ascoltare a volte diventa stancante. Quando mi confronto con chi ha bocca per dirti la sua ma mai orecchie per ascoltare non merita e non vale il tempo che gli stai dedicando. Il mio non è ne orgoglio ne presunzione. La mia è solo voglia di dedicarmi a chi oltre che dirmi la sua visone delle cose è in grado non dico di “capire”, ma almeno di “ascoltare” la mia!
Avrei milioni di cose da dire, avrei molte cose da dare e soprattutto da rendere. Ho sempre detto e fatto ciò che sentivo di fare. Ho sempre dato a chi meritava e reso a chi ingiustamente mi ha dato. Ho imparato il valore di un silenzio e quanto esso possa essere superiore al mille parole. Avrei da interrompere molte cose e da cominciarne di nuove. Ma ogni cosa che ho fatto, che faccio e che farò farà sempre parte di me, parlerà per me. Proprio per questo spesso i fatti sostituiscono le parole in modo direi “eccellente”.
Per restare insieme si ha bisogno di compromessi, piccoli e giusti. Si ha bisogno di venirsi incontro e rispettare ognuno le idee dell’altro. Non è necessario essere uguali ne perfetti, ma l’unica cosa necessaria è riuscire a far diventare perfetta una complicità che lega anche l’imperfezione e i difetti di entrambi.
Quando una persona è voluta bene e stimata genera sempre un po d’invidia. Le chiacchiere si amplificano, la cattiveria prova a scalfire i suoi pregi e la sua persona, ma la cattiveria stessa non sa che tutto ciò che è fatto di bugia prima o poi muore e che solo la verità vive per sempre. La cattiveria non sa che chi ama quella persona l’amerebbe comunque anche dietro ai suoi difetti e i suoi errori, perché nessuno è perfetto e l’amore, il vero bene non guarda i difetti ma ciò che i pregi lasciano nel suo cuore. La cattiveria non sa che lei è la cura alle sue ossessioni ma anche la fine della persona che ne fa uso.
Antipatica e fiera, ma mai altezzosa. Forse sicura di me quello sicuramente. Niente posso farci se sono una persona che sa quello che vuole. Conosce i suoi limiti e le sue qualità. C’è chi vuole sminuirle e distruggerle… Ma mi dispiace tanto perché fin quando avrò vita le porterò con me!
Le persone povere per me non sono quelle con le tasche vuote, ma quelle che puzzano di fottuto egoismo.
Al giorno d’oggi ci si ama con le parole, ma non con i fatti.
È strano come le persone ti possano giudicare senza conoscerti e poi imitare senza saperlo.
Certe volte speri che gli altri riescano a leggersi dentro e a migliorarsi, ma esistono troppe persone che guardano ma non vedono se non la smisurata proiezione della loro presunzione.
Alcune persone sono passate dal mio tutto al mio eterno vaffanculo.
Parlano alle spalle, ma poi tremano quando li affronti. Brutta razza i “senza palle”.
Non riesco più a perdonare chi gioca con i miei sentimenti, chi calpesta la mia sensibilità, chi passeggia sulla mio cuore senza togliersi la maschera.
Chi, davanti agli altri, sa ben celarsi dietro a mille facce, si nasconde molto bene, anche al cospetto di se stesso.
Le belle parole sono ornamenti del linguaggio. Sono lusinghe dell’inganno che si nutre dei propri trionfi.
È pazzesca la velocità con cui le persone ti cancellano dalla loro vita ma ti fanno ritornare non appena vogliono qualcosa da te.