Cavolata Velia – Comportamento
Alle persone che credono di conoscermi e puntano il dito dico solo questo: “aspettate a giudicarmi e non abbiate fretta, la vita è ancora lunga e il mio curriculum non è ancora terminato”.
Alle persone che credono di conoscermi e puntano il dito dico solo questo: “aspettate a giudicarmi e non abbiate fretta, la vita è ancora lunga e il mio curriculum non è ancora terminato”.
Tutti chef quando ci arroghiamo il diritto di possedere la nostra ricetta per la felicità.
La fisica non sbaglia mai. Il moto perpetuo esiste e resiste al tempo e agli attriti. Tutti conosciamo il moto perpetuo delle palle, quello non si fermerà mai perché esisterà sempre chi ce le farà girare energicamente per l’eternità.
Io il cuore ce lo metto sempre, in qualunque cosa faccio, ma a volte è più forte di me, lo uso anche quando me le fanno girare.
Io non dimentico, archivio.
Chi ha davvero le palle non dovrebbe urlare a tutti quanto sono grandi, ma dovrebbe silenziosamente tirarle fuori quando servono, non nascondersi dietro stati. Se hai un problema con qualcuno affrontalo, se non hai le palle per farlo taci, che fai più bella figura.
A volte devi abbracciarti da sola, le tue sono le uniche braccia in grado di toccarti senza lasciarti lividi addosso.
La donna che sa sedurre con il corpo è pericolosa, ma quella che riesce a farlo solo con la mente è assolutamente fatale.
Ma cosa me ne frega se qualcuno si crede migliore di me, io vado avanti lo stesso, lasciamoglielo credere. Come si dice: l’importante è crederci.
Ad altri va peggio, è quello che mi dico tutte le notti prima di dormire.
Ho sempre odiato chi dice sempre io, perché sono quelle persone che, oltre a se stessi, non vedono altro.
Io sono così, hai due scelte: accettarmi o allontanarti. Ma ricordati che se sceglierai la seconda non ci sarà una terza scelta a cui aggrapparsi.
Quando si vuole dare troppe risposte è perché si temono altre domande.
Non devi occupare il suo letto, ma la sua mente.
Ti riempi la faccia di fondotinta, i capelli di ciocche colorate, le labbra di silicone, il vestito con dettagli etnici, la borsetta di oggetti che nemmeno sai perché ci siano finiti dentro, il cellulare di paillettes. Poi apri bocca e i congiuntivi scappano via perché non li hai mai usati. Ma, dico, vergognarsi no, eh?
Un passo indietro lo posso sempre fare per essere discreta, ma non pensare che lo faccia per cadere all’indietro. Conto sempre i miei passi e so fin dove posso spingermi e dove invece devo fermarmi.
Chissà quanto spende dal dentista chi passa la sua vita a rosicare.