Barbara Alberti – Comportamento
Figliol prodigo, la festa è tutta il primo giorno, poi una vita di rinfacci.
Figliol prodigo, la festa è tutta il primo giorno, poi una vita di rinfacci.
Noi a volte non vogliamo renderci conto di una realtà per non dover riconoscere di esserci sbagliati.
In molti, dopo aver denunciato l’indifferenza per il dolore degli altri, arrivano quasi a giustificare quanti seminano tanta disperazione.
Si può ridare forma ad un vaso crudo rotto, ma non ad uno cotto.
È più facile resistere all’inizio che alla fine.
Mai accettare un aiuto offerto se si sospetta che colui che si offre in tutti i casi danneggia se stesso pur di rendersi utile agli altri.
A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
A mio parere, studiando i disturbi più gravi potremo illuminare anche ciò che rimane oscuro nella spiegazione dei disturbi più leggeri…
A meno che un uomo non senta di avere una memoria abbastanza buona, è meglio che non s’arrischi mai a mentire.
A me interessa più la mia coscienza che l’opinione degli altri.
Cosa non fare mai: rispondere al cellulare quando chi vi sta davanti vi interessa ed è interessato a voi. Rischiate di perdere un momento magico.
Cosa non fare mai: “imbucare” gente a un ricevimento. Lo si potrà fare soltanto con qualcuno che si vorrebbe “imbucato” anche a casa propria. In tutti i modi, anche avendo sottomano un ministro o il capoufficio, telefonate sempre prima.
Portare una corazza ti evita il dolore, ma ti evita anche il piacere.
Suonerie telefoniche: rospi, galli, figli che chiamano, belati, inni alla gioia, tutto ormai squilla nella nostra vita. Fate in modo che lo faccia a tono basso.
Cosa non fare mai: chiedere dopo i primi incontri “Mi chiami domani?”. La telefonata, se ci sarà, deve dare l’impressione all’uomo di essere una sua scelta.
Cosa non fare mai: mettersi il foulard da tasca uguale alla cravatta.
Cosa non fare mai: sedersi incrociando le braccia dietro la testa. L’ascella, anche se vestita, è luogo intimo.