Cristian Di Napoli – Stati d’Animo
La cosa che facciamo sempre quando vogliamo fingerci forti, è far credere a tutti di aver dimenticato.
La cosa che facciamo sempre quando vogliamo fingerci forti, è far credere a tutti di aver dimenticato.
Da oggi ho iniziato una nuova cura, me ne fotto! Dicono che fa miracoli.
Scissioni elettive. Li chiamo così i frammenti che saltano in aria come mine vaganti, a rischio scoppio, da quel mio me centrale che avrebbe bisogno di interezza. Proiezioni. Salti funambolici tra il trapezio del Sé e l’isoscele dell’Io. Tonalità. Crome e diesis che mi urlano dentro in sinfonie distorte e stonate. E più mi urlo, mi urlano, più m’insonorizzo e più non mi do retta. Il “no” è la mia ottava nota musicale. Mi sbatto gli occhi in faccia. Mi allontano, di schiena. C’è chi si prende le misure; io mi prendo le distanze.
Mi spiace per quelle persone che pensano di prendermi in giro, che farebbero qualsiasi cosa per mettermi in difficoltà ed in cattiva luce, peccato per loro, perché a me di cosa fanno, di cosa dicono e di cosa pensano, non me ne frega proprio niente.
Uno ci vive per mesi con il nodo alla gola, le lacrime soffocate, le notti insonni, la rabbia. Poi però si stufa e non gli importa più. E non c’è cosa peggiore di non sentire più niente, nemmeno la rabbia, nemmeno il dolore, niente.
Il dolore è come la sabbia mobile, più ti dimeni per sfuggire e più sprofondi.
Puoi toccare il fondo, ma resta ferma nel pensiero che pur se facile è la caduta altrettanto facile è rialzarsi con più determinazione.