Cristina Veratelli – Frasi Sagge
Se fossimo capaci di usare correttamente la punteggiatura nella nostra vita, tutto avrebbe più senso tutto sarebbe più facile da capire e la nostra vita sarebbe sicuramente migliore.
Se fossimo capaci di usare correttamente la punteggiatura nella nostra vita, tutto avrebbe più senso tutto sarebbe più facile da capire e la nostra vita sarebbe sicuramente migliore.
Intendo esaminare qui i ricordi di esperienze estreme, di offese subite o inflitte. In questo caso sono all’opera tutti o quasi i fattori che possono obliterare o deformare la registrazione mnemonica: il ricordo di un trauma, patito o inflitto, è esso stesso traumatico, perché richiamarlo duole o almeno disturba: chi è stato ferito tende a rimuovere il ricordo per non rinnovare il dolore; chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo, per liberarsene, per alleggerire il suo senso di colpa.Qui, come in altri fenomeni, ci troviamo davanti a una paradossale analogia tra vittima e oppressore, e ci preme essere chiari: i due sono nella stessa trappola, ma è l’oppressore, e solo lui, che l’ha approntata e l’ha fatta scattare, e se soffre, è giusto che ne soffra; ed è iniquo che ne soffra la vittima, come invece ne soffre, anche a distanza di decenni. Ancora una volta si deve constatare, con lutto, che l’offesa è insanabile: si protrae nel tempo, e le Erinni, a cui bisogna pur credere, non travagliano solo il tormentatore (se pure lo travagliano, aiutate o no dalla punizione umana) ma perpetuano l’opera di questo negando la pace al tormentato.
Ogni parola non vuol risposta.
Giacciono, nei suoi più profondi abissi di luce, le più alte vette dell’uomo.
Non esistono scelte perfette, esistono scelte giuste in quel momento.
Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.
Colui che uccide ingiustamente, mi pare degno di compassione. Invece, colui che uccide con giusta ragione l’ho definito ‘non invidiabile’.