Dacia Maraini – Uomini & Donne
Mentre all’uomo si chiede di parlare secondo competenza e talento, alla donna si chiede di parlare con il corpo.
Mentre all’uomo si chiede di parlare secondo competenza e talento, alla donna si chiede di parlare con il corpo.
Lei non è bella da morire, ma da vivere. Lei è indomabile, ma adorabilmente amabile. Lei è una di poche parole. Con lei non ci sono favole da sognare, ma giorni da vivere.
Il sesto senso femminile quello che non si sbaglia mai, quello che sentiamo ogni volta che qualcosa non ci convince.
Il corpo di una donna dev’essere un trofeo dato solo a un unico vincitore, non un premio di consolazione dato a tutti i partecipanti.
Nella sciattezza linguistica in cui viviamo c’è bisogno della poesia, che ha la funzione di avvicinarsi all’assoluto. In questo mercato generale delle parole, la parola poetica diventa un assoluto.
Non c’è peggior tiranno del cervello di una donna innamorata.
Essere e divenire. Può l’uomo, secondario prodotto d’una nuvola cosmica, essere qualcosa di più sostanziale della nuvola stessa?