Daniela Husar – Anima
Ci sono vari tipi di presenze: quelle che le senti, altre che le vedi e quelle che non servono a niente.
Ci sono vari tipi di presenze: quelle che le senti, altre che le vedi e quelle che non servono a niente.
Errori irreparabili, possono renderci persone migliori, solo da domani… purtroppo.
Si può nascondere il fetore delle proprie imperfezioni con il profumo di qualità che non si hanno, solo per poco tempo. Poi sarà solo più nauseante il putrido odore di un’anima che marcisce.
Ci fosse anche una sola possibilità non avere esitazioni, giocatela!
Il mio corpo rimase vestito di abiti, ma la mia anima si presentò nuda davanti…
Se la tua comprensione della verità,è nel desiato fruttocoltivato e maturato alla luce d’informazioniraccolte dalla mente per nutrire/istruire conoscenza.Consuete convinzioni personali condizionano la tua coscienzariflettendosi in rituali vocazioni tramite la perseveranza dei corpi:fisico – praticando una disciplinaemotivo – venerando una religionementale – perseguendo una filosofiaIn ciò, sarai incline a enunciare una veritàche affermi il senso dell’esistenza dell’Animaattraverso il credo – la devozione – la deduzioneOra se nel tuo profondo sentire,le usuali convinzioni personalile riconosci come apparenzeriflesse su trasparenti lievi bolleche dissolte all’esistente reale naturarivelano alla contemplativa esperienza”l’Eterno… Impersonale… Fluire”In quest’intimo redento ascolto/contattointuirai d’aver varcato l’eterea sogliadell’indefinibile celato Spazio/Anima.Pervaso di Cosciente Esperienzascoprirai che la comprensione della veritàè consapevolezza qui e ora.Manifestando il senso esistente dell’Animanel rispetto sensibile alla propria e altrui vita.Abbracciando con animo compassionevole le diversitànell’attitudine al servizio, permeato d’incondizionato Amore.
Quando arriva il dolore non lo riconosci subito, indossa vesti strane, si cela dietro un sorriso, non lo senti fino a quando ti trapassa l’anima. Impotente ne vivi l’invasione che, attraversandola, lacera pezzo dopo pezzo ogni angolo del tuo dentro, impadronendosi del suo sostrato, ibernando ogni piccola fibra che potrebbe reagire… e li devi vivere tutti gli stadi del dolore, arrivare al fondo, sentirti annientata, chiuderti al mondo. E poi… poi ti guardi senza nascondere gli strappi, ti parli senza paura di sentirti ferita, ti tendi la mano per aiutarti a rialzarti, e non c’è tristezza, non c’è emozione, c’è consapevolezza cruda del prima, del durante, e del dopo, ora, adesso…. sei una tavola bianca su cui ricominciare a scrivere la storia della tua vita prendendo dalla profondità di quegli squarci la distanza da ciò che non può più appartenerti, da ciò che dietro un sorriso può nascondere un dolore indiretto, subdolo, inatteso!