Daniele De Patre – Abilità
Siamo in grado di fare poco: se quel poco lo impieghiamo solo per fare del male non va “bene”.
Siamo in grado di fare poco: se quel poco lo impieghiamo solo per fare del male non va “bene”.
L’importante non è saper fare un milione di cose, ma come le sappiamo fare.
Alcuni provano un certo senso di appagamento emulando i propri idoli, altri riuscendo a interpretare quella che è la propria maschera, altri ancora realizzando i propri sogni, beh io no. Io lo provo quando chiudendomi dentro una stanza buia rifletto sui miei errori, e nel tentativo di non commetterli di nuovo faccio progetti. E modestamente nel 99,9% dei casi vanno a buon fine. Quello 0,1% è tanto per farvi illudere di avere qualche speranza di battermi, ma non l’avete!
La timidezza è un modo che mi costringe a comunicare attraverso altre cose: il cuore, il corpo, gli occhi, il sorriso.
Se hai tempo, dedicalo a chi vuole il tuo tempo.
Che tristezza pensare a persone che fino a poco tempo prima ti esaltavano anche esageratamente, e subito dopo, hanno un comportamento a dir poco discutibile. Che tristezza ascoltare belle parole verso quello che hai fatto, e subito dopo un mutismo spaventoso. Che tristezza pensare che persone a cui hai dimostrato stima, considerazione, affetto e soprattutto rispetto, tutto d’un tratto cambiano atteggiamento. Che tristezza essersi illuso di aver incontrato una persona “unica”. Che tristezza aver immaginato qualcosa di grande. Dimostrazione che tante, troppe volte, le cose belle, poi così belle non sono. Che tristezza tutto questo. Però, c’è qualcosa di grandioso: la convinzione di operare per il bene, la certezza di lottare, la gioia di vedere anche una sola persona che ti apprezza. Se poi saranno più persone, allora sarà idilliaco. Signore, mi affido a te: quello che faccio non è gradito agli altri? Pazienza, l’importante è che lo sia per te.
La necessità è la madre della creatività.