Daniele De Patre – Religione
Come pretendiamo che ci ascolti colui a cui non sappiamo chiedere?
Come pretendiamo che ci ascolti colui a cui non sappiamo chiedere?
Spesso si aspira alla quantità. Proviamo con la qualità, forse renderà di più.
Ogni religione è un paravento per i nostri limiti, e provoca danni alla propria autostima.
Se l’eternità è una certezza, alloa perché temere la morte.
Se credi di avere tanti amici, ti prego, non contare anche me.
Sta, quindi a noi decidere di alzarci ad aprire a Cristo per averlo ospite della nostra mensa, partecipe della nostra famiglia, pronto ad ascoltare e a condividere le nostreansie e le nostre speranze, il riso e le lacrime, il cibo semplice della tavola e le confidenze del cuore. Se Cristo non passasse e non bussasse noi resteremmo soli, immersi nel nostro male, nelle colpe, nella nostra fragilità. Se noi non aprissimo, egli se ne andrebbe passando oltre. Grazia divina e libertà umana si incrociano, lui con noi, noi con lui.
La monotonia, frutto della nebbia dell’animo, si traduce in sorgente di errata ricerca del piacere e distruzione di ciò che la chiesa a volte appella “tempio di Dio”