Daniele De Patre – Religione
Tante volte le nostre limitatezze ci portano a pensare e dire che Dio non interviene. Lui interviene sempre. Dobbiamo solo attendere i suoi tempi, ed i suoi tempi sono sempre giusti!
Tante volte le nostre limitatezze ci portano a pensare e dire che Dio non interviene. Lui interviene sempre. Dobbiamo solo attendere i suoi tempi, ed i suoi tempi sono sempre giusti!
Buddha dice: muoviti nel mondo celebrando, danzando, cantando, simile a un’ape; va da fiore a fiore, soltanto attraversando tutte le esperienze diventi maturo.
Dio è il punto di contatto fra lo zero e l’infinito.
Solo quando hai perduto Dio, hai perduto te stesso; allora sei ormai soltanto un prodotto casuale dell’evoluzione.
La santa vita condotta dai cristiani per me non era in nulla diversa dalla vita degli uomini di altre fedi.
La vigilanza è l’attitudine fondamentale del cristiano, che lo abilita ad incontrarsi con Dio.
I grandi culti di massa sono e sono sempre stati il problema, mai la soluzione. È doveroso e sano che ciascuno abbia una propria spiritualità, una fede che lo sostenga nel crudo realismo della propria (in)coscienza. Ma quando, come forza risultante da un pensiero comune dal mero punto di vista socio-pedagogico, essa diventa la scusa sufficiente per l’adempiersi d’inenarrabili misfatti (ben noti alla storia) da parte di associazioni a delinquere (che si è soliti chiamare ancora sentimentalmente religioni) nel beneplacito romantico dell’infantile capriccio secondo cui “il mio Dio è migliore del tuo” e “il mio Dio afferma che così è giusto”, la fede stessa assurge al ruolo del più grande male dell’uomo, della più virulenta malattia dell’intelligenza, del progresso e della solidarietà.