Daniele De Patre – Vita
Il vento si placò, e “rumore” fu.
Il vento si placò, e “rumore” fu.
Lettura, preghiera, meditazione, riflessione, contemplazione, discernimento, silenzio. Carburante della vita.
Tu vita che ti manifesti una volta per poi un giorno non ritornare; tu vita che togli per poi rinfrancare; tu vita che trascorri come una cometa nell’universo astrale; tu vita che accendi fuochi per donare calore; tu vita che riservi agli uomini un destino mai banale; tu vita che illumini visi oscurati dal male; tu vita che rendi ogni momento speciale; guarda i tuoi figli che ti cercano di interpretare; ascolta i pensieri più reconditi del cuore; indica la retta via alle persone smarrite; dona forza e virtù per risalire; rendi l’esistenza di ognuno una gioia da abbracciare.
Anima di bimbo errante, sulla riva dei tuoi sogni, sussurri: “Ho un cuore nomade e selvaggio”, per ritrovarti poi un bel giorno, fra le rughe d’un vecchio saggio. Granello di sabbia, nella clessidra del tempo, ti sei perso e ritrovato: il tuo bimbo interiore mai t’ha scordato.
Nella vita, come in tram, quando ti siedi è il capolinea.
All’inizio, ho taciuto, poi, ho sperato, quindi, ho atteso. Adesso, pretendo!
Vincere o perdere? Chi può deciderlo? è iniziato tutto come un gioco tra di noi dove l’unica regola era “non innamorarsi”. Ahimè ti comunico la mia sconfitta: non ho rispettato le regole, ma ti dico che sono felice di questo perché è meglio amare e perdere che vincere e non amare mai. Addio.