Daniele Silvestri – Progresso
Non c’è un futuro da difendere, solo il presente.
Non c’è un futuro da difendere, solo il presente.
Tutta la religione della spontaneità, della libertà, della creatività, della sessualità gronda del peso del produttivismo; anche le funzioni vitali si presentano immediatamente come funzioni del sistema economico. La stessa nudità del corpo, che pretende di essere emancipata e progressista, lungi dal trovare la naturalezza al di là degli abiti, dei tabù, della moda, passa accanto al corpo come equivalente universale dello spettacolo delle merci, per scrivere i suoi segni univoci, che si evidenziano nel linguaggio dei bisogni indotti e dei desideri manipolati.
Afferro gli attimi nei giorni che volano via.
Bisogna chiamare scienza soltanto l’insieme delle ricette che riescono sempre. Tutto il resto è letteratura.
Non tutti riusciranno a varcare il muro invisibile del nostro “io”, non per questo ci abbatteremo! Lo stesso per noi, non riusciremo mai ad entrare nell’intimo “io” del prossimo per capirne i i suoi reali temperamenti, non per questo ci abbatteremo! Sarebbe invece triste per se stessi e per gli altri, mascherare la propria vera natura indossando misti abiti per adattarci al volere e al costume altrui!
Non guardo ciò che sta in primo piano ma osservo lo sfondo, per vedere quello che c’è dietro le apparenze e che non viene considerato perché volutamente messo e lasciato in secondo piano. Infondo, ignorare ciò che sta in fondo, è come voler sottovalutare che il cielo tiene la terra.
A me la storia piace immaginarla; così ho proprio la certezza che non ci siano trucchi, e sia veramente falsa.