Dante Alighieri – Amico
“Figliuol mio,” disse ‘l maestro cortese, | “quelli che muoion nell’ira di Dio | tutti convegno qui d’ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.
“Figliuol mio,” disse ‘l maestro cortese, | “quelli che muoion nell’ira di Dio | tutti convegno qui d’ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.
Un ‘amicizia può scalfirsi, inclinarsi, può anche arrivare a spezzarsi, ma non a morire…
Tu chiedi quali progressi abbia fatto? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.
Non tutti abbiamo la fortuna di avere buone amici. Dicono che si raccolga ciò che si semina, ma l’importante credo sia lasciar perdere solo i semi marci.
È bello avere un’amica, è brutto quando ti accorgi di amarla.
Buon pomeriggio a te. A te che sei sempre lì ad aspettarmi, a te che trovi sempre dolci modi per calmarmi, a te, soprattutto alla vera amicizia.
Un amico è difficile da trovare, ma ancor di più da conservare. Poche persone ci saranno amiche tutta la vita; queste persone sono come dei fiori, vanno coltivate, innaffiate, curate in modo che il fiore non appassisca. Se lo lasciamo appassire lo perderemo per sempre.