Dante Alighieri – Comportamento
Non dee l’uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore.
Non dee l’uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore.
E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza.
Facile guardarsi allo specchio, difficile guardarsi dentro: ecco perchè vediamo solo una faccia.
Arrivare a 50 anni in piena forma, ti dà la possibilità di sentirti vecchia se non ti va e giovanissima con tanta esperienza se vale la pena.
Il sordo peggiore di quello che non vuol sentire è quello che non ti fa neppure aprire bocca perché è convinto di sapere già tutto.
Io credo di essere una persona generosa, se tu mi dai una carezza, io te…
Quando ti trovi davanti a molteplici bivi e non sai dove dirigerti, fermati e respira il profumo della vita, solo lei ti prenderà per mano e ti condurrà sulla strada del tuo cuore rinato dopo le tempeste.