Dante Castellani – Vita
Non sono le superfici a fare il mondo ruvido, sono gli spigoli umani.
Non sono le superfici a fare il mondo ruvido, sono gli spigoli umani.
La superficie è sopravvivenza, l’abisso è vita.
La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.
La mia vita vale meno di una busta vuota trascinata dal vento in una strada desolata.
La strada è stata la migliore delle insegnanti. Dopo la “scuola” cominciava quella vera, ed eravamo lì a imparare dai più grandi come “arrangiarsi” per tirar su due soldi, oppure a prendere le prime cotte nella triste luce del tramonto spenta tra i palazzi. E ancora a passare la notte a fare ragazzate della peggior specie, per poi correre come dei matti a nascondersi quando l’avevamo fatta grossa. Ognuno di noi è uno stadio dove si gioca la più importante delle partite, quella della vita. E non ci sono bei campi verdi ed illuminati, tifoserie, trofei, televisioni, contratti, modelle e valigette piene di soldi. Non ha importanza quanta gente ci sia o meno sugli spalti a gridare il tuo nome. In palio c’è il rispetto e la dignità, e la vita non aspetta queste boiate.
La vecchiaia per gli uomini e per le donne è una specie di abbassamento del livello delle acque della vita: secondo le persone, si scopre in esse un fondo roccioso, sabbioso o fangoso.
Siamo continuamente seduti sui crateri in eruzione, per questo bolliamo internamente a più di cento gradi. Al minimo input, saltiamo sulla giugulare del nostro vicino che tenta di azzannarci per essere noi i primi a farlo. Ma non dimentichiamo che questo continuo desiderio di primeggiare, di diventare Leader, di imporre le nostre idee ha portato le Nazioni alla dittatura e alla guerra tra i popoli. Tutto parte dal singolo, sarebbe giusto ricordarlo.