Davide Bidin – Filosofia
Sono un matto e perché? Perché scrivo lì dove gli altri a malapena leggono?
Sono un matto e perché? Perché scrivo lì dove gli altri a malapena leggono?
Insensibile, né benevolo, né spietato, sottomesso a leggi rigorose o affidato al caso, il mondo non sa di sé. Non lo si può capire perché si presenta impersonalmente, se lo si riesce a chiarire in qualche particolare, resta comunque incomprensibile nella sua totalità. Ciò non toglie che io conosca il mondo anche in un altro modo. Un modo che me lo rende affine e che mi consente di sentirmi, in esso, a casa mia, al sicuro. Le sue leggi sono quelle della ragione, per cui, sistemandomi in esso, mi sento tranquillo, costruisco i miei strumenti e li conosco. Mi è familiare nelle piccole cose e in quelle che mi sono presenti, mentre mi affascina nella sua grandezza; la sua vicinanza mi disarma, la sua lontananza mi attira. Non segue i sentieri che attendo, ma anche quando mi sorprende con insospettate realizzazioni o inconcepibili fallimenti, alla fine conservo, anche nel naufragio, un’indefettibile fiducia in esso.
L’infinito lo osservi ogni giorno attraverso i tuoi occhi, eppure cerchi sempre nuovi occhi per vedere oltre il visibile.
Ingrata verso i beni passati è la parola che dice: guarda la fine di una vita lunga.
Sarebbe bello poter essere sempre e soltanto il risultato delle scelte fatte e non di quelle subite.
A volte non riconosci che una cosa è bella perché ne hai avute solo di brutte!
La perfezione non deve turbare l’imperfezione, ma deve insegnare a raggiungerla.