Davide Capelli – Stati d’Animo
Se chiedi ad uno scrittore fin dove arriva con l’immaginazione, potrebbe crearti mondi nuovi in un istante.
Se chiedi ad uno scrittore fin dove arriva con l’immaginazione, potrebbe crearti mondi nuovi in un istante.
Ho sprecato il mio tempo per la mia avidità, non ho sprecato neanche un attimo per la solidarietà.
Un raggio di luce che irrompe nel buio più profondo per lasciare i sogni incompleti; un pensiero che mi assale improvviso, martellante e persistente; un’ombra del passato, che precede i miei passi. Nella luce cercherò la speranza, dal ricordo trarrò insegnamenti e farò di quell’ombra la mia compagna di viaggio.
Quando vieni ferito, puoi provare a fare qualsiasi cosa. Fingi che non ti importi, che non sia successo nulla, continui con la vita di sempre, perché ammetterlo ti costa molto e ti mortifica ma, volente o nolente, dentro di te cambi. Smettiamola di rincorrere le persone che ci fanno star male, piuttosto cominciamo ad apprezzare quelle che magari diamo anche per scontato, ma meritano sicuramente più di loro.
Ti ho perdonato tante cose perché tenevo a te, ora non perdono me di non averti mandato al diavolo prima.
Tremori, brividi, scoppi di battiti, sorrisi e lacrime. Questi i sintomi di pure emozioni, se li avverti hai la conferma di essere vivo.
Un bambino cieco dalla nascita non sa nemmeno di essere cieco finché non glielo dice qualcuno. Anche allora si crea un concetto perlopiù accademico di che cosa possa essere la cecità. Solo chi ha perduto la vista può averne un’idea chiara. Ben Hanscom ignorava il significato della solitudine, perché quella era da sempre l’unica dimensione della sua vita. Se la condizione fosse stata nuova o più localizzata, avrebbe potuto capire, ma la solitudine racchiudeva la sua vita e la travalicava.