Davide Capelli – Stati d’Animo
Sono sempre quello stronzo di ieri, solo un po’ più secco.
Sono sempre quello stronzo di ieri, solo un po’ più secco.
Ho imparato dalla vita che parecchie volte le certezze si frantumano sotto il peso delle incertezze, ma altre tante speranze, altri sogni nasceranno all’alba.
Ogni mattina splende puntualmente il sole che c’è dentro di noi, non lasciare che certe persone nel arco della giornata coprano il tuo splendore con i loro nuvoloni neri carichi di pioggia; vivi positivo, sii ottimista, credi ai tuoi ideali e il mondo vibrerà positivamente per te.
Noi che ascoltiamo una canzone e la facciamo nostra. Noi, che chiudiamo gli occhi e diamo sfogo alle lacrime. Accompagnate da un lieve sorriso di malinconia o da un vuoto incolmabile. Noi che a volte ascoltiamo quella canzone e ci mettiamo a battere i pugni, perché ci da una carica interiore incredibile. Noi che sogniamo con essa, soffriamo con essa e segniamo con essa i momenti più belli ed importanti. Noi che della musica ne facciamo pane quotidiano per stare bene e per dar sfogo alle emozioni.
Cerco di ovviare alla fretta, alle dita concitate che pretendono d’afferrare tutto e velocemente. Sto imparando la lentezza, alzando gli occhi sullo scenario delle cose che scorrono e distogliendo lo sguardo dalle strisce a bordo strada che inghiottono i chilometri. L’accelerazione è ansiosa. Fagocita il futuro dribblandolo e doppiando gli atteggiamenti che aspettano ancòra di nascere. Avessi guardato un po’ più su dell’asfalto, avrei visto fiori lilla e gialli. Quanti colori mi son persa per in-seguire un’anonima e triste linea bianca. Sto imparando. Anche imparare non coincide con l’immediatezza. Provare è coraggioso. Regolo i respiri e inalo più profumi. I fiori odorano di buono.
Essere grandi vuol dire avere un cuore talmente colmo d’amore da non poterlo contenere, e tutto quello che straripa regalarlo a chi ne sente la mancanza.
Vorrei farti entrare nei miei pensieri, chissà forse così riusciresti a capire i miei silenzi.