Davide Cericola – Frasi Sagge
È difficilissimo che cambino le cose. Di solito cambia solo la maniera in cui le guardiamo.
È difficilissimo che cambino le cose. Di solito cambia solo la maniera in cui le guardiamo.
La gentilezza non è un sintomo di debolezza ma di saggezza!
La complessità del nostro “Essere” è semplicemente il risultato delle nostre esperienze di vita”.
Il momento in cui chiudi gli occhi pensando di essere al culmine di tutto e invece quello è il momento in cui devi sforzarti di tenerli aperti e trovare il modo di ripartire.
Non essere limitato da ciò che è più grande, essere contenuto in ciò che è minimo, questo è divino.
Molti dicono “provare per credere”. Io dico invece che mi sono stufata di provare per poi soffrire.
Inutile chiamare “errore” quello che in pratica è il ricettacolo dell’odio e della parzialità da prima degli inizi del tempo.
La gentilezza non è un sintomo di debolezza ma di saggezza!
La complessità del nostro “Essere” è semplicemente il risultato delle nostre esperienze di vita”.
Il momento in cui chiudi gli occhi pensando di essere al culmine di tutto e invece quello è il momento in cui devi sforzarti di tenerli aperti e trovare il modo di ripartire.
Non essere limitato da ciò che è più grande, essere contenuto in ciò che è minimo, questo è divino.
Molti dicono “provare per credere”. Io dico invece che mi sono stufata di provare per poi soffrire.
Inutile chiamare “errore” quello che in pratica è il ricettacolo dell’odio e della parzialità da prima degli inizi del tempo.
La gentilezza non è un sintomo di debolezza ma di saggezza!
La complessità del nostro “Essere” è semplicemente il risultato delle nostre esperienze di vita”.
Il momento in cui chiudi gli occhi pensando di essere al culmine di tutto e invece quello è il momento in cui devi sforzarti di tenerli aperti e trovare il modo di ripartire.
Non essere limitato da ciò che è più grande, essere contenuto in ciò che è minimo, questo è divino.
Molti dicono “provare per credere”. Io dico invece che mi sono stufata di provare per poi soffrire.
Inutile chiamare “errore” quello che in pratica è il ricettacolo dell’odio e della parzialità da prima degli inizi del tempo.