Davide Gaffuri – Comportamento
Qualcuno pensa forse di usarci come belle statuine, in questo presepe morente?
Qualcuno pensa forse di usarci come belle statuine, in questo presepe morente?
Posso cadere come tutti, ma comincia a tremare quando avrò le forze per rialzarmi.
Le persone hanno mille volti e mille sguardi. Quelle vere sono quelle che non si nascondono mai dietro un dito. Quelle che anche nel male sanno ammettere di aver mostrato il peggio. Sono quelle che non si vestono di dolci parole ma sono quelle che ammettono di essere quello che sono. Non mutano in base a chi hanno di fronte e a ciò che gli conviene. Loro sono se stesse sempre sia quando ti amano sia quando devono dirti quanto schifo e pena tu faccia. Ammiro queste persone, per questo sono una di loro.
A volte penso sia una malattia quella forma di comportamento che ti imbratta le mani di colla vischiosa, la stessa colla che pur lavandoti le mani si riforma come se fosse bava di lumaca.Una malattia che mentre ancora non hai ingoiato il cibo che stai masticando i tuoi occhi fremono nell’osservare ciò che assapora il tuo vicino. No non si tratta di persone denutrite… è una malattia particolare, la stessa che ti fa ingozzare fino a non farti quasi respirare e mentre tossisci metti in bocca un altro pezzo di pane.Una forma quasi di dipendenza, più hai più vuoi e non ti basta perché quello che ha il tuo vicino è decisamente più allettante e lo vuoi ad ogni costo. Si è capaci di mentire, di fingere, di improvvisarsi veri attori, si è capaci di piangere e si è capaci di abbracciare. Si è una grave malattia! È capace di trasformarci da esseri umani in semplice massa corporea che respira per inerzia.Le cause possono essere prettamente psicologiche in altri casi la forma ha un semplice nome: avidità! Non si debella molto facilmente e occhio… a volte è contagiosa!
Ma la fame soddisfa l’appetito ben più della sazietà, a volte.
Rapisco emozioni e vivo nella follia degli attimi.
La gente non ha bisogno di consigli, deve essere lasciata libera di scegliere, decidere e sbagliare da sé. Quello che a volte serve è il supporto, la pacca sulla spalla, l’idea che qualcuno creda in te e ti aiuti a credere nelle tue capacità e nei tuoi obiettivi. Oltre le difficoltà. Basta un sorriso, una parola al momento giusto.