Davide Trezzi – Filosofia
Il silenzio amplifica la sordità del pensiero.
Il silenzio amplifica la sordità del pensiero.
“[…] credere di essere” uno “che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un’illusione, peraltro ingenua, di un’unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone. Il dottor Cardoso fece una piccola pausa e poi continuò: quella che viene chiamata la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo un risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso che sorga un altro io, più forte e più potente, codesto io spodesta l’io egemone e ne prende il posto, passando a dirigere la coorte delle anime, meglio la confederazione, e la preminenza si mantiene fino a quando non viene spodestato a sua volta da un altro io egemone, per un attacco diretto o per una paziente erosione.”
Nel saluto, a volte, si nasconde l’ansia di voler sentire qualcosa che rassicuri mentre lo ricevi di ricambio… e se è accompagnato da sguardi di sincera simpatia ecco che si riesce a non sentirti mai soli!
La stupidità di un essere umano è dipesa dall’essere umano stesso che la possiede.
Quando si dice “prenderla con filosofia”: Se qualcuno mi manda al diavolo, mi procuro il diavolo come amico.
Guardandomi dietro, senza peccare di presunzione, vedo solo me stesso girato.
La vera grande differenza tra l’uomo e il resto del regno animale, è la capacità di filosofare.