Domenica Borghese – Comportamento
Se mi segui per avere un numero in più che ti segue, non ti seguo. Io sono una persona non un numero, e non considero numeri gli altri.
Se mi segui per avere un numero in più che ti segue, non ti seguo. Io sono una persona non un numero, e non considero numeri gli altri.
Scrivere significa esprimere ciò che, timidamente, non riesci a pronunciare, racchiudere in dolci parole tutto il tuo amore, esprimere sentimenti repressi da tempo e dichiararsi con la persona amata. Significa essere quello che, nella realtà, non riesci ad essere… un po’ per timidezza, un po’ per pigrizia. Scrivere significa raccontare storie rinchiuse nell’anima e riuscire a trovare le parole giuste quando tutto sembrava perso. Significa dedicare poesie, scusarsi con parole meravigliose, pentirsi per gli errori commessi, raccontare la propria vita su un foglio bianco. Scrivere vuol dire macchiare quel foglio di sentimenti rinati, cuori risorti, anime innamorate, rabbie, pianti, sorrisi, legami persi, amicizie ritrovate, ogni frammento di emozione. Scrivere significa emozionarsi, mentre la tua anima scorre su questo foglio macchiato di inchiostro colorato e mentre rileggi la tua vita, candida, bellissima vita. Scrivere è ridere, ridere quando tutto sembrava abbandonato e quando ogni cosa si anneriva per le più futili sottigliezze. Perché scrivere è anche un po’ questo: ritrovare, nel grigio più assoluto, una fetta di arcobaleno. E perché scrivere vuol dire, nella sua più semplice banalità, ritrovare se stessi. Perché, seppur dentro mi senta morire, scrivere significare ricominciare a vivere… vivere per me stessa, vivere per gli altri!
Non sono asociale, mi faccio semplicemente i cazzi miei!
Avrò tutti i difetti che mi urli contro, ma sono tutte cose rimediabili. Ma per la tua cafonaggine e strafottenza non c’è cura, antidoto e ne soluzione, anzi, una c’è: vai a quel paese e restaci, anche se ho l’impressione che anche li sarai buttato fuori.
Forse sbaglio a non fidarmi troppo delle persone, forse è un errore vivere nella diffidenza, ma so per certo che la maggior parte delle volte alla fine mi dico: “ho fatto bene a non fidarmi”!
Teniamoci stretto il nostro pessimismo e operiamo per essere stupiti dal futuro.
Il malinteso porta a inimicizie durature.