Domenica Borghese – Vita
Dovremmo scambiarci le posizioni che occupiamo e da cui guardiamo le diverse prospettive della vita per imparare a capirci davvero; come guardiamo ciò che viviamo?
Dovremmo scambiarci le posizioni che occupiamo e da cui guardiamo le diverse prospettive della vita per imparare a capirci davvero; come guardiamo ciò che viviamo?
Se vuoi capire che cos’è un anno di vita, chiedilo a uno studente che è appena stato bocciato all’esame di fine anno. Un mese di vita: parlane ad una madre che ha partorito un bimbo prematuro che aspetta che esca dall’incubatrice per stringerlo tra le braccia sano e salvo. Una settimana: chiedilo ad un uomo che lavora in fabbrica, o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un’ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in un ascensore. Un secondo: osserva l’espressione di un uomo che è appena scampata ad un incidente d’auto e un millesimo di secondo: chiedilo all’atleta che alle olimpiadi ha vinto la medaglia di argento e non quella d’oro per la quale si era allenato tutta la vita.
Non importa come colpisci, ma come reagisci ai colpi della vita.
Attraversiamo questo tempo, dove troppe volte incappiamo in esseri spietati, questi episodi ci scoraggiano a tal punto che quando veniamo a contatto con persone diverse ormai, non crediamo più a niente, perdendo così l’occasione per essere felici, conseguenza questa per i troppi mali ricevuti.
La vita è come una sbronza che mi deve passare.
Cammino a testa alta tra le dicerie della gente, tra chi si chiede continuamente come faccio a vivere, tra chi non fa altro che chiedermi come farò? Io dico: io vivo e tu che fai per me? Oltre che a parlare e a farmi domande stupide e ovvie? A giudicare siamo tutti bravi, è vivere che fa la differenza!
La più sottile di tutte le afflizioni è l’attaccamento alla vita: anche l’uomo saggio ne è toccato.