Domenico Esposito Mito – Libri
Se parti già dal presupposto che non ce la fai, è ovvio che non ce la fai.
Se parti già dal presupposto che non ce la fai, è ovvio che non ce la fai.
Da allora so come gli esseri umani possano essere avviluppati tra loro e presenti l’uno dentro l’altro ad abissali profondità, senza averne la più pallida idea.
Scrivere è gettarsi nell’oblio, aspettando che una fantasia renda solido il terreno sotto i piedi.
Ancora oggi, quando ci ripenso, non riesco a crederci. Diecimila uomini giacevano al suolo, tutto intorno, digiuni, stremati, feriti. Un esercito nemico agguerrito e numeroso era accampato a poca distanza, i nostri compagni all’accampamento si trovavano in pericolo mortale e vegliavano nella notte perché non potevano nemmeno fidarsi di Arieo, eppure quella fu forse la più bella notte della mia vita. Non pensavo a ciò che sarebbe accaduto l’indomani, anzi, proprio la consapevolezza che forse non ci sarebbe stato un domani mi fece vivere per poche ore con un’intensità di sentimenti quale non avevo mai provato e forse non proverò per il resto dei miei giorni.
Per fare arte, bisogna voltare le spalle alla vita.
Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.
Certi sabati sera ho una smodata voglia di trasgressione e anticonformismo, ecco perché resto a casa a leggere sul balcone vista mondo, spiato da una luna calante, cullato da un silenzio crescente.